Plurk e la psicologia comportamentale

Test di Plurk

La psicologia comportamentale in campo finanziario sostiene che il valore che gli investitori attribuiscono ad uno specifico risultato è determinato, tra le altre cose, dall’andamento nell’ultimo periodo del titolo azionario posseduto, mostrando così una propensione a sovrastimare le informazioni recenti e a sottostimare quelle appartenenti ad un passato più remoto.

Perché dico questo? Perché la reazione di molti utenti italiani che in massa si sono iscritti a Plurk mi ricorda questa teoria. La parte più interessante di Plurk è sicuramente costituita dall’idea dell’orizzonte temporale (in Ajax) attraverso il quale visualizzare i vari cinguettii, ma se escludiamo questo ci troviamo di fronte ad un servizio che è praticamente identico al caro vecchio Jaiku, con in più evidenti segni di instabilità alla Twitter.

Gli utenti si appassionano a Plurk perché “possono commentare”. Perché, su Jaiku no? Cè anche chi usa la firefox sidebar di Plurk per accedere più comodamente al servizio, il che mi suona strano perché il bello (se così si può dire) di Plurk sta proprio nell’interfaccia dinamica in Ajax. Se lo rinchiudi in una sidebar di Firefox che ti mostra i messaggi come qualunque altra sidebar di qualunque altro servizio di microblogging, cosa ti resta?

Da qui si capisce che Plurk non mi entusiasma. Oltretutto è concepito in modo tale che solo chi ha molto tempo libero riesce a starci dietro.

Preferisco il buon vecchio Twitter, che spero di non vedere mai con commenti e karma. I commenti non fanno altro che trasformare un servizio di microblogging in un forum a topic unico dal titolo “Chiacchiere in libertà”. Mentre sul karma ricordo le battaglie nel forum di Ubuntu Italia per eliminarlo e da quella ed altre esperienze ne ho tratto la conclusione che la presenza del karma produce solo due risultati: spam ed il risveglio dei comportamenti ossessivo-compulsivi.

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5 pensieri su “Plurk e la psicologia comportamentale

  1. L’idea di Plurk mi sembra buona, cioè rendere il singolo plurk argomento di “discussione”, come anche mi sembra cosa buona il sistema dei cliques (gruppi di utenti) già sperimentato in Pownce.
    Il problema è che il tutto degenera, come già succede con twitter e gli infiniti reply che lo rendono una vera e propria chat ed anche le buone idee come il suddetto sistema di grouping non vengono utilizzate.
    Per quanto riguarda il karma sono daccordo con te, ma credo che quelli di Plurk l’abbiano inserito proprio per dare uno “stimolo” ad utilizzare il proprio servizio di microblogging piuttosto che altri.

  2. Per quanto riguarda il karma sono daccordo con te, ma credo che quelli di Plurk l’abbiano inserito proprio per dare uno “stimolo” ad utilizzare il proprio servizio di microblogging piuttosto che altri.

    Assolutamente. ;)

  3. Il sistema delle discussioni “a thread” è oramai presente in tutti i microblog del mondo (Hictu è stato il primo assieme a Jaiku).
    E’ secondo me necessario, dato che per Twitter sono nati zilioni di client che replicano questa funzionalità sfruttando la “@”.

    Per il resto, Plurk ha avuto una discreta risonanza dato che i bloggers parlano tutti delle stesse cose a catena.
    Basta che uno abbastanza famoso dica “Plurk è bellissimo” che tutti gli altri riprendono la notizia e la fanno loro, oppure si scagliano contro la notizia… ma in ogni caso generano rumore attorno allo stesso argomento.

    E così si parla di un servizio che di innovativo non ha nulla, e se ne trascurano altri che di innovativo hanno tanto, ma che non “fanno figo” se non ne parla anche Maxime, Catepol o PincoPallino.

  4. Jeeg, condivido la seconda parte del tuo commento (e apprezzo il tuo nickname, ma questa è un’altra storia). ;) Non sono tuttavia dell’opinione che i commenti siano necessari in un servizio di microblogging, anzi alla lunga potrebbero sfociare in un cazzeggio controproducente.

    Twitter non è fatto per chattare, anche se poi non mancano i botta e risposta con la @ tra le persone, ed è proprio questo limite (che viene infranto tutto sommato con moderazione) che contribuisce a mantenere Twitter ordinato.

  5. A me l’idea di Plurk di permettere i commenti piace molto (se effettivamente si tratta di bloggare in 140 caratteri, anche i minipost possono aprire una discussione). Su twitter seguire i reply può essere difficile, mentre l’interfaccia di Plurk mi sembra molto adatta allo scopo.

    (Tra l’altro mi piace anche l’idea di “spazializzare il tempo”: su plurk, un minuto ha proprio una consistenza spaziale di qualche centimetro in orizzontale nella timelime).

    Senza dubbio, però, in questo momento (iniziale) su Plurk però c’è “troppo rumore”, alimentato principalmente dalla corsa al karma.

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