Il Web Browser è una commodity?

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Più simili sono le offerte tra produttori concorrenti, più i consumatori sono disposti a sostituire i prodotti e le imprese obbligate ad abbassare i prezzi al fine di non deprimere le vendite. Laddove i prodotti rivali sono virtualmente indistinguibili e dunque indifferenziati, il prezzo è l’unica base per la concorrenza. Questa è una definizione di commodity. Il grano, la frutta, il cemento, sono commodity perché sono privi di differenziazione fisica. Tuttavia, anch’essi possono essere differenziati in modo da creare valore per il consumatore.

Per fare un esempio, una banana è una banana. Quando siamo nel reparto frutta di un supermercato non scegliamo la banana in base alla marca, anche perché normalmente c’è un solo tipo di banana. Il più delle volte non ci passa neanche per la testa di scegliere le banane in base al produttore. Oddio, può anche capitare, ecco perché la Chiquita fa pubblicità: per comunicare ai potenziali clienti che le loro banane sono diverse da tutte le altre. E non lo fanno evidenziando caratteristiche fisiche o organolettiche, perché questo sarebbe più difficile. Lo fanno parlando in astratto, spiegando (attraverso la pubblicità) che una bella ragazza che prende il sole sulla spiaggia è una Chiquita, mentre il tizio goffo che fa bodybuilding a pochi metri è una banana comune.

Dunque la differenziazione si estende oltre le caratteristiche fisiche del prodotto/servizio e coinvolge qualsiasi possibile aspetto riguardante l’interazione tra l’impresa e i suoi clienti.

A questo punto la domanda è: il browser è una commodity?

Ovviamente no se si pensa alle funzioni ed alle opzioni che ciascun programma può vantare. Eppure ad un browser fondamentalmente si chiede una cosa solo: navigare. Alla fine dei giochi la cosa importante è che il programma sia sufficientemente leggero da non appesantire il pc, sufficientemente veloce da non provocare l’abbiocco da “attesa del caricamento pagina”, e soprattutto che la visualizzazione delle pagine web sia priva di errori. Il che avvicina in un certo senso il browser alla categoria delle commodities poiché tutti i browser più diffusi sono in grado di svolgere questa funzione in modo soddisfacente.

Le funzioni base sono ormai comuni a tutte le proposte, mentre le funzioni extra da sole non sono in grado di fare la differenza, altrimenti Opera dovrebbe essere il re indiscusso del mercato. Il browser norvegese quanto a funzioni è un punto di riferimento per tutti i competitor: molto spesso le idee partono da qui e si diffondono altrove con notevole ritardo. Speed Dial, gestione avanzata dei cookies, salvataggio delle impostazioni personalizzate per singolo sito, gestione dei segnalibri evoluta, pagine web ridimensionabili a qualsiasi percentuale (immagini incluse), client chat/mail/torrent, mouse gestures, funzione avanti/indietro per i siti multipagina, sincronizzazione, comandi vocali, sintesi vocale dei testi. Il tutto in circa 5MB di installazione ed una invidiabile leggerezza nell’utilizzo (puoi avere anche 20 schede aperte contemporaneamente, ma non noti alcun rallentamento).

Che sia forse il benchmark lo strumento in grado di influenzare le opinioni? O forse è più un gioco per supporter? I fan si scannano a colpi di test, ma la verità è che alla stragrande maggior parte della gente poco interessa se la pagina si carica un nanosecondo più velocemente. L’importante è capire se un browser funziona secondo le aspettative di chi lo utilizza.

Cos’è che fa la differenza allora? Motivi ovviamente diversi per IE, Safari ed Firefox. Per quest’ultimo la comunicazione e l’immagine friendly del mondo Open Source giocano un ruolo importante. Oltre ad essere un ottimo browser (con tanti difetti nella versione 2, ma con una brillante versione 3 in arrivo) è anche oggetto di strategie di comunicazione e marketing accattivanti e non aggressive. La crescita del numero delle estensioni e della qualità delle stesse poi, è più una conseguenza che una causa di tale successo.

Ecco quindi che la comunicazione torna a giocare un ruolo decisivo, riuscendo laddove le funzioni aggiuntive (Opera) e i risultati dei benchmark (Safari) da soli non bastano a convincere gli utenti.

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Un pensiero su “Il Web Browser è una commodity?

  1. Mi piacciono questi tuoi articoli, danno sempre ambito ad interessante riflessioni ;)

    Mozilla gioca molto sulla comunicazione per dare visibilità ai suoi prodotti e in pochi anni si è costruita il suo successo.

    Ciao e buona Pasqua.

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