Marketing e Open Source [IMHO] #1

ubuntu colors

E’ da tempo che mi riprometto di scrivere due righe sul rapporto che “c’è/non c’è/ci potrebbe essere” tra l’Open Source ed il Marketing, ma finisco sempre col rimandare.

Premessa: non sono un programmatore (lo ero da piccolo ai tempi del linguaggio di markup HTML 3.2 e di Java per un breve periodo durante il liceo, poi ho deciso di prendere un’altra strada), ma comincio ad avere una piccola esperienza da utente Linux (da Red Hat 7.2 in poi) e soprattutto da evangelist, cioè da persona che cerca di convincere altre persone della qualità del prodotto.

L’occasione per cominciare a parlare di questo tema c’è stata con il post “Ubuntu ha bisogno di una migliore promozione” apparso su Pollycoke qualche giorno fa. Un po’ per pigrizia, un po’ perché sono caduto in depressione dopo la vittoria di Giò di Tonno e Lola Ponce, per esprimere il mio punto di vista rimetto mano al commento lasciato sul blog di Felipe:

Ricordo di aver letto quell’articolo [il riferimento è a questo articolo] e di aver condiviso buona parte dei suggerimenti dell’autore. Il modo di gestire la comunicazione e di promuovere Ubuntu è sbagliato. Talmente fuori strada che ho sempre avuto il dubbio che questa cosa fosse voluta per qualche motivo. Dopotutto, un imprenditore come Mark Shuttleworth non può non rendersene conto.

Più in generale, gran parte dei progetti Open Source tecnicamente estremamente validi hanno una comunicazione sballata. Girando ad esempio per l’area dedicata del Gnome Marketing Team si presenta un paesaggio vagamente desolante: pagine del Wiki che non vengono aggiornate da non so quanto tempo (basta guardare i Marketing Tasks), un canale IRC immobile e una mailinglist semivuota e con un 90% di post che poco hanno a che fare col marketing (si parla principalmente di conferenze).

Si è soliti pensare al marketing come ad un qualcosa che serve solo a creare bisogni e indurre le persone all’acquisto quasi come fossero sotto ipnosi. Non è così, o meglio, il marketing può essere anche quello. In realtà occuparsi del Marketing vuol dire prima di tutto comunicare alle persone quali sono i reali pregi di un progetto, quali i vantaggi e quali problemi è in grado di risolvere.

Purtroppo (e troppo spesso) la massima espressione della comunicazione nel mondo Open Source consiste nel dire che “è gratuito, il codice è aperto, è meglio di Windows/OSX, non ha virus”. Tutte cose che, pur essendo vere, hanno scarso impatto e legano il progetto alla solita immagine di sempre (un cliché, un po’ come quando uno pensa a Sylvester Stallone e gli vengono subito in mente Rambo o Rocky).

Insomma, c’è bisogno di un cambio di impostazione. Da qui l’altro mio dubbio: il mondo Open Source (gli hackers, i responsabili dei progetti ai quali noi tutti siamo INFINITAMENTE grati) sono davvero interessati a far diventare Linux il sistema operativo più diffuso a livello mondiale? Perché da come agiscono e da come reagiscono alle critiche sembra quasi che non siano poi così interessati ad andare oltre la nicchia di mercato (consumer) nella quale ora ci troviamo.

In settimana cercherò di completare il discorso con un altro paio di post. Forse. -.-‘

Annunci

2 pensieri su “Marketing e Open Source [IMHO] #1

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...