W Freccero! – L’Auditel ed il provincialismo

tv.pngEh, non ci sono più i palinsesti di una volta. Le trasmissioni saltano, i serial di qualità vengono sostituiti senza preavviso da film alla trecentesima replica, le produzioni nostrane ristagnano nei soliti argomenti, ed un professionista serio ed esperto come Carlo Freccero viene “relegato” alla posizione di presidente di Rai Sat (l’ho scoperto ora) quando invece dovrebbe essere alla direzione di una delle tre reti generaliste della Rai.

Avete assistito alla scenetta “Gente di Mare vs Dr House” a conclusione del TG1 di ieri sera? Non vi siete fatti due risate? Gente di Mare, da molti conosciuto anche come JAG di Mare, mercoledì sera nei periodi di sovrapposizione ha battuto il serial americano in onda su Canale5 per 5.164.000 telespettatori contro 5.012.000. Qualcuno è pronto a giurare che ci fosse anche un gol fantasma.

Le reti bisticciano e giocano a specchio riflesso per stabilire chi ha vinto e in quale fascia oraria:

– Ho vinto in valori assoluti nel prime time.
– Sì, ma io ho vinto in sovrapposizione.
– Sì, ma il mio pubblico è quello più appetibile per i pubblicitari.
– Etc.

Nel frattempo sta crescendo una generazione di giovani che se ne frega o quasi della televisione. Ed altre si stanno abituando allo stesso destino.

Altro giro, altra corsa. Qualche giorno fa al TG1 è stato ospite il regista americano Francis Ford Coppola. La domanda conclusiva dell’intervista è stata a dir poco imbarazzante (per noi italiani, si capisce). Attilio Romita ha chiesto a Coppola, che è anche un appassionato ed esperto di vini, se il vino che produce in California è buono come quello italiano.

Ma che razza di domanda è? Ancora con questo provincialismo? Basta, non se ne può più. Forse Attilio Romita non sa che in California, nella Napa Valley, si produce un vino che è tra i migliori al mondo, per alcuni il migliore. E se non lo sa, perché non si è informato? Chi ha scritto quella domanda? Era preparata? Lo stesso Coppola ha provveduto ad informare il presentatore con una risposta secca e decisa, facendo notare che in molte parti del mondo si produce dell’ottimo vino e che (messaggio sottinteso) il vino italiano è solo uno dei tanti.

Ma è così difficile costruire un’intervista seria, senza riferimento alle prelibatezze italiche e a quanto siamo bravi nel fare questo e quello? Possibile che si debba scendere sempre a paragoni? Ci libereremo mai da questo senso di inferiorità e dal volerci rapportare continuamente agli altri (in special modo ai nostri cugini francesi)?

Letture interessanti: Francis Ford Coppola - Vino, cibo, film.
Altre risorse: i dati Auditel di mercoledì 31 ottobre 2007.
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10 pensieri su “W Freccero! – L’Auditel ed il provincialismo

  1. Purtroppo l’italia tutta vive di campanilismi. Basta pensare alla quantità di forze dell’ordine presenti ad ogni singola partita di calcio, in particolar modo ai derby, e credo che le situazioni di cui parli trovino terreno fertile proprio nel modo di pensare delle masse. E’ brutto da dire, ma è così… in fondo ogni singola persona è intelligente, ma quando entra a far parte della massa è un altro discorso, si comporta diversamente.
    La posizione di Freccero è assolutamente ridicola… ma d’altronde si sa, in italia non basta il merito. A mio modo di vedere è un po’ come la situazione delle primarie, in cui si è assistito a un martellamento mediatico a favore di veltroni, quando una persona che io ritengo giovane e in gamba come adinolfi, partendo alla pari, avrebbe potuto tranquillamente vincere. O comunque non sfigurare.
    Le domande dei giornalisti sono così e c’è poco da fare. Ti consiglio di concentrarti sulle risposte degli intervistati, onde evitare crisi di nervi. ;)

    ps: bel blog, posso linchiarti?! Ho visto che sei milanista, ma va bene lo stesso! ;)

  2. La risposta è no. Rimarremo sempre dei provincialoni sboroni. In Italia se cerchi di parlare in inglese davanti agli amici, tutti ti coglionano per i suoni emessi figuriamoci…

  3. ah si l’ho vista anch’io la misera scenetta a fine tg1 della serie “noi siamo i più fighi, ce l’abbiamo più grande… lo share!”. Che tristezza e poi con questa uscita cosa vogliono dimostrare? Io almeno per vedermi il dottore non devo pagare il canone (anche se poi mi sparano pubblicità a go go).

  4. @Picchio: certo che puoi linkarmi. Grazie per i complimenti. :)

    @Finz: è verissimo.

    @Paso: mi piacerebbe anche sapere quanto è costata una puntata di Gente di Mare e quanto costa House a Mediaset. :|

  5. Tutto porta a farci convincere che sì, dobbiamo proprio passare al digitale terrestre, o a Sky. Fino a quando riusciremo a resistere ?

  6. Robi, il digitale terrestre è fuffa, è solo un’illusione. La vera tv digitale ed interattiva è quella che passa per Internet.

    Piuttosto mi chiedo: dopo la colonizzazione straniera nei serial e nei documentari, saremo costretti a rivolgerci alle produzioni estere anche per le informazioni? Per avere un telegiornale come si deve saremo costretti a guardare la BBC o la CNN? :?

  7. Le «interviste» dei giornalisti tv italiani sono uno scandalo, già dal fatto che il più delle volte non fanno domande ma affermazioni. Invece che chiedere una cosa, spesso i giornalisti affermano qualcosa, tanto che l’intervistato delle volte si vede che non sa proprio cosa dire!! Non riesco proprio a capire come sia nato questo modo di fare senza senso!

  8. PS: Freccero è un personaggio parecchio strano, delle volte sembra che non capisca una mazza, sarà forse perché non ha una gran parlantina. Fatto sta che per me è piuttosto ambiguo, come quando (ancora direttore di Rai Due) avvallò la pratica delle «notizie pettinate» (come le chiamava lui), ovvero di quegli eventi da salotto televisivo dove non si presentano storie false, ma storie comunque modificate per renderle più appetibili dal pubblico.

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