Giovani imprenditori del tech

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BusinessWeek oggi ha pubblicato uno Special Report tutto incentrato sui nuovi giovani imprenditori del Tech. Si va dai creatori di Last.fm a quelli di Twitter (tormentone del momento). Ragazzi sotto i 30 che cavalcano l’onda delle opportunità che la nuova rivoluzione industriale del Web ha portato con sé.

Il paragone con l’Italia nel campo dell’imprenditoria giovane digitale sarebbe impietoso, quindi meglio non farne. Vedo qualche raro progetto raggiungere il successo che si merita, come i network Blogo.it e Blogosfere. Oltre questi il paesaggio è sconfortante. Vedo delle buone iniziative, che tuttavia non sono delle vere e proprie innovazioni, ma piuttosto delle rivisitazioni di idee nate e cresciute all’estero. In Italia le cose stentano a cambiare. Sono sicuro che molti tra noi, anche in questo preciso istante, stanno cullando idee innovative che potrebbero funzionare ed avere successo. Il problema è metterle in pratica, trovare un business angel o un venture capitalist che ti aiuti e che sostenga l’iniziativa, e una società (intesa come collettività) che punti sui giovani, che abbia fiducia nei giovani.

L’articolo lo potete trovare qui.

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3 pensieri su “Giovani imprenditori del tech

  1. Sono sicuro che molti tra noi, anche in questo preciso istante, stanno cullando idee innovative che potrebbero funzionare ed avere successo. Il problema è metterle in pratica, trovare un business angel o un venture capitalist che ti aiuti e che sostenga l’iniziativa, e una società (intesa come collettività) che punti sui giovani, che abbia fiducia nei giovani.

    …parole sante…

  2. Meglio non parlarne… Anche io nel mio piccolo ha avviato una aziendina che si occupa di scoprire nuovi prodotti ed importarli in Italia sto avendo le ie brave difficoltà, in primo uogo i finanziamenti che non vengono erogati quando se ne ha bisogno ma solo a spese fatte senza pensare che un giovane non ha i soldi prorio per effettuare le prime spese.
    Inoltre non sei finanziato nell’acquisto della merce, quasi che uno la roba da vendere non la pagasse: in questo modo si incentiva chi ha un patrimonio e si stritola chi non ha la capacità economica di sostenere uno start up, specie in un paese, come l’Italia in cui o investi in pubbicità oppure sei morto. Ben venga il passaparola e la qualità dei prodotti, ma nel frattempo che si sparga la voce cosa faccio, mi mangio un pezzo di hardware?
    Trovare finanziatori non è semplice, soprattutto nel momento del bisogno, verranno fuori se e quando il business avrà preso slancio e di quei solsi non si avrà più necessità.
    Bel mondo quello italiano, in cui il sistema stritola i nuovi e riverisce i vecchi…

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